Mi soffermerò su alcuni punti critici della scuola.
- Abbiamo in provincia centinaia di posti di sostegno per l’integrazione degli alunni disabili, posti cosiddetti in deroga.
Cioè non sono in organico fissi, non hanno insegnanti titolari ma solo supplenti annuali e quindi con un servizio precario non garantiscono nel tempo continuità didattica. .
E’ necessario che questi posti vengano stabilizzati in organico per poter essere assegnati a insegnanti di ruolo che quindi garantirebbero la continuità didattica necessaria.
- Un’altra piaga del sostegno è che abbiamo pochi insegnanti specializzati e centinaia di posti vengono assegnati di anno in anno a personale non solo precario ma anche privo di titolo di specializzazione per fare sostegno. Questo ovviamente va a discapito della qualità del servizio. Con tutto l’impegno che tali Precari garantiscono, non possono sopperire alla mancanza di formazione specifica.
- E questa è conseguenza diretta del fatto che tutti gli anni il ministero assegna alle 2 università sarde poche decine di posti per gli appositi corsi di specializzazione per la formazione degli Insegnanti di sostegno.
È necessario ampliare l’offerta formativa in questi corsi di specializzazione magari anche nel Consorzio UnO.
- un altro problema serio della nostra scuola è che le insegnanti e gli insegnanti sono affogati dalla burocrazia e da una scuola progettificio, anziché poter dedicare le proprie energie all’insegnamento, alla didattica, all’attività educativa, alla trasmissione del sapere. Da tempo la Gilda chiede l’alleggerimento della burocrazia a carico degli insegnanti per ritornare a consentire loro di esercitare a pieno il ruolo docente. E la loro funzione.
- un’ altra sciagura caduta sulla scuola italiana è la concezione aziendalistica della stessa arrivata con l’autonomia scolastica. La gilda chiede il ritorno invece alla scuola istituzione, alla scuola servizio come voluta dalla Costituzione.
- C’è poi l’utilizzo degli insegnanti come tappabuchi, cioè per coprire le assenze dei colleghi in quanto spessissimo non vengono nominati i supplenti per coprire le assenze dei titolari. E ciò nonostante addirittura una legge finanziaria consenta la nomina del supplente fin dal primo giorno di assenza del titolare ( co. 333 legge 23/12/2014 n.190) legge che non è caduta in disuso per vecchiaia in quanto è ripresa e richiamata perfino dalla recente O.M. 88 del 16/05/2024. quindi è norma sempre in vigore e attuale che viene bellamente troppo spesso ignorata.
Compromettendo così la tutela e la garanzia dell’offerta formativa e la sicurezza, come recitala legge.
- Da qui ne discende anche la sciagurata prassi troppo spesso praticata di dividere gli alunni di una classe in caso di assenza del titolare e per evitare la nomina del supplente. Con tutte le conseguenze facilmente immaginabili da chi fa scuola o si occupa di scuola.
- c’è poi la razionalizzazione eufemisticamente detta dimensionamento, con i guai da essa combinati negli anni. Basta vedere oggi i due mega IC della città che poco ci manca che non raggiungano i 300 dipendenti. Collegio dei docenti per il quale si deve chiedere in prestito un locale perché non ce n’è adeguato nella propria sede, Collegio che diventa una mera conferenza di servizio dove ascoltare le decisioni e le disposizioni. anziché essere un vero Organo Collegiale responsabile della Educazione e della Didattica dell’Istituto dove si esaminano le questioni, si discute e veramente si delibera cioè si decide come ha voluto il legislatore che lo ha istituito nel 74.
In una parola un Collegio che risulta ingestibile o forse “”” gestibile”” gestibile tra virgolette.
La gilda chiede più collegialità.
- Ciliegina sulla torta è l’autonomia differenziata che se attuata sarebbe una vera sciagura anche per la scuola, specialmente la scuola sarda che suo malgrado e nonostante l’impegno di chi vi opera, diventerebbe una scuola di serie z. Ed è per questo che la Gilda ha partecipato attivamente alla raccolta di 1 milione 200mila firme per il referendum bocciato dalla Consulta perché in effetti la decisione della medesima Corte ha modificato la legge in maniera sostanziale.
- Ecco, se venissero risolti almeno alcuni di questi problemi, la scuola migliorerebbe nella qualità e anche l’abbandono ne trarrebbe giovamento.
(pinciu)