In più l'annuncio dell'avvio di una mobilitazione "ampia e determinata in tutti i territori colpiti".
Quindi un appello: "Chiamiamo a raccolta il personale scolastico, gli studenti, le famiglie e i sindaci per difendere la scuola pubblica sarda. La scuola non è un costo, è un diritto. Difenderla è un dovere collettivo".
Nuoro e l'Ogliastra le zone più colpite. "Questo territorio - spiegano i sindacati - paga il prezzo più alto: su nove tagli regionali, ben cinque si concentrano in questa sola area. È una scelta inaccettabile che viola palesemente le linee guida regionali, le quali prevedevano per quest'area al massimo due accorpamenti, non cinque".
Le conseguenze sono per le sigle molto gravi, a cominciare dalla gestione: "Si stanno creando istituti giganti burocratici ingestibili dove il dirigente scolastico diventa un mero amministratore a distanza e il personale è costretto a uno spostamento quotidiano tra plessi distanti decine di chilometri su strade inadeguate".
Il dimensionamento non è una novità: "La Sardegna - ricordano i sindacati di categoria - ha già subito il taglio di 38 autonomie nell'ultimo triennio: non c'era più nulla da tagliare.
È un paradosso amaro: mentre si promettono grandi progetti futuri come l'Einstein Telescope, si toglie il presente ai territori, chiudendo scuole che rappresentano l'ultimo presidio di democrazia e legalità. Non si può trattare un territorio come una 'zona di sacrificio' utile solo per far quadrare i bilanci ministeriali".
Scuola: Sindacati duri contro il Commissario Feliziani. Sardegna24.news
